Il 13 marzo di tre anni fa, Mondadori pubblicava in Italia il mio libro “A tavola con Papa Francesco”. La data non era casuale, perché il 13 marzo del 2013 veniva eletto Papa Jorge Mario Bergoglio. Oggi, 13 marzo 2021, mi sembra significativo ricordare i due eventi, che si incrociano e si abbracciano, nel ricordare il percorso di vita di un pontefice venuto dall’Argentina e con radici italiane. Nella fotogalleria qui sopra sono raccolti alcuni degli articoli apparsi in questi tre anni, sui media di tutto il mondo, in riferimento al libro, che è stato pubblicato da diverse case editrici in 15 Paesi. E’ una singolare rassegna stampa – che riguarda anche prestigiose testate – che testimonia l’attenzione internazionale con la quale è seguito un pontificato che ha già lasciato segni ed impronte nella storia contemporanea (si pensi solo al recente viaggio in Siria).

A TAVOLA CON PAPA FRANCESCO: LA SINOSSI DEL VOLUME       

Un libro che non è solo un racconto “gastronomico”, ma è una originale biografia su Papa Bergoglio, narrato sotto una luce diversa e inaspettata. “A tavola con Papa Francesco”, di Roberto Alborghetti, edito in Italia da Mondadori, è stato pubblicato in diverse nazioni del mondo ed è stato finalista al Premio Bancarella della Cucina 2018. Articolato in 206 pagine, copertina cartonata, con oltre 200 fotografie e 36 ricette inedite, è un documento per riflettere sulla storia e sul pontificato di Francesco, il Papa che fin dall’inizio stupisce tutti con quell’augurio che poi esprimerà sempre nei giorni di festa: ”Buon pranzo!”. Attraverso documenti, testimonianze, ricerche d’archivio e aneddoti curiosi, Roberto Alborghetti indaga il rapporto tra un Papa e il cibo, ricostruendo tappe e momenti che hanno via via scandito un’intera vita, a partire dalle stesse “radici” familiari, che affondano in terra piemontese.

La pubblicazione delinea un itinerario cronologico illustrando il rapporto di Bergoglio con il senso religioso del cibo: dall’educazione ricevuta in famiglia a Buenos Aires fino ai giorni nostri, passando per gli incontri conviviali in giro per il mondo e i pasti consumati nella sala da pranzo comune in Casa Santa Marta, luogo nel quale il Santo Padre vive e lavora per gran parte della sua giornata. Le pagine raccontano della straordinaria esperienza che il giovane Bergoglio visse nei cinque anni di studio che lo portarono al diploma di chimico dell’alimentazione, titolo ottenuto anche attraverso un periodo di lavoro presso un laboratorio di analisi alimentari in Buenos Aires. E poi, anche da rettore gesuita e da arcivescovo, non disdegnava di mettersi ai fornelli e cucinare per i confratelli di passaggio o per persone che bussavano alla porta in cerca di cibo.

Anche da questi episodi nasceranno le sue riflessioni sull’importanza di un’alimentazione adeguata per tutti, di una distribuzione del cibo accessibile ai meno fortunati, dell’impegno contro lo spreco degli alimenti, perché il cibo buttato è sempre sottratto alla mensa di coloro che non hanno di che mangiare. Proprio perché, come Papa Francesco nel libro, “con il cibo non si scherza!”.