OKAY!

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2 agosto 1980. Era un sabato. Un caldissimo sabato. Un sabato da “esodo”, nel senso che milioni di italiani erano in viaggio verso le località di vacanza, come accadeva (e accade) ad ogni inizio di agosto. In tivù scorrevano le solite scene: lunghe file ai caselli autostradali, estenuanti ingorghi sulle principali vie di comunicazione, quel senso diffuso di serenità che prende la gente all’inizio di agosto. Ma in quel 2 agosto del 1980, quarant’anni fa, “una fiammata, un boato. Sono bastati pochi secondi: decine e decine di vite umane spezzate, centinaia di persone ferite, un Paese nuovamente piombato nel vortice dello sgomento, dello sconforto, della rabbia”.

Iniziava proprio così l’editoriale che – giovanissimo redattore al settimanale “La nostra Domenica” di Bergamo – mi trovai a   scrivere a commento della strage neofascista di Bologna, avvenuta alla Stazione ferroviaria di Bologna, in quel torrido…

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