Don Aldo Nicoli Copertina jpg - Copia

Una nuova pubblicazione rivela il lato più intimo e personale di don Aldo Nicoli, indimenticata figura molto nota a Bergamo. Uscirà il prossimo 13 settembre nel decimo anniversario della morte.    

Parole per rileggere momenti di un’esistenza. Parole per mettersi sulle tracce di un carattere e di un’anima. Sono queste le suggestioni proposte dalle pagine di un libro novità dedicato a don Aldo Nicoli, una delle figure più note e rappresentative della diocesi di Bergamo, e non solo. A dieci anni dalla sua scomparsa – avvenuta il 13 settembre 2009 – ecco una pubblicazione che, firmata da Roberto Alborghetti, ripercorre la vita di monsignor Nicoli attraverso scritti, lettere, riflessioni, appunti ed omelie.

Il testo si intitola “Una vita di Parola, don Aldo Nicoli”. Il sottotitolo già ne delinea il senso e il contenuto: “Il ‘vocabolario’ di un prete che ha vissuto i ‘segni dei tempi’ della Chiesa del Concilio”. Alborghetti, già autore di una biografia su don Nicoli, uscita nel 2010, questa volta sceglie di dare voce al pensiero di un sacerdote che era conosciuto ai più come vicario episcopale per le attività economiche: un ruolo che andava stretto a don Aldo, come il libro racconta e rivela con documenti inediti.

Pubblicata dalla Onlus “Insieme con don Aldo, con la presentazione del suo presidente Pietro Daina, “Una vita di Parola” è destinata infatti a prendere in contropiede i luoghi comuni o le “etichette”, facili e sbrigative, che hanno accompagnato don Aldo. È un libro sorprendente, nel senso che sorprenderà non poco chi, di don Nicoli, aveva un’idea e un’immagine precostituite. Come scrive Alborghetti, ripercorrere la vita di don Aldo è innanzitutto rileggere la storia di tante comunità che si legano e si intrecciano in una comunità più ampia, quella di una Diocesi, di una terra, di una provincia. Ed è bello pensare che tutto ciò che è stato prodotto dalla fede e dall’intraprendenza evangelica di don Aldo sia stato il frutto, il risultato e l’esperienza di quanto gli è stato trasmesso, nel corso dell’esistenza, da un ambiente di vita, dalle persone che, fin dagli anni dell’infanzia e della gioventù, lo hanno affiancato, sostenuto, accompagnato. Una “circolarità” delle relazioni umane, al calore delle quali egli si appellava e si aggrappava, con il senso di quell’ottimismo che ha le radici nella speranza cristiana.

Il libro, fin dalle prime pagine, suggerisce una domanda: cosa sarebbe stata Bergamo, e la sua Diocesi, senza don Aldo Nicoli? Per certi aspetti, don Aldo ha vissuto come un prete di frontiera, interpretando il senso conciliare del sacerdote che si lascia avvolgere dai “segni dei tempi”: li fa propri e li testimonia in mezzo al popolo. Questo libro lo vuole documentare. Lo fa con le parole di don Aldo, facendo spazio alla sua voce, alla profondità del pensiero, sempre in sintonia ed in sincronia con le onde della Parola.

Anche il “vocabolario” di don Aldo riflette questo spirito e propone la tensione di un prete che vuole arrivare a tutti. Comunicare con tutti. E comunicare a tutti. Per don Aldo, le parole diventano un veicolo importante, essenziale, per spargere i semi del Vangelo lungo i percorsi degli uomini e delle donne di oggi. Parole per il cuore e per l’anima. E per la mente. Il suo stile è, a suo modo, esemplare se pensiamo al diluvio di vocaboli fuori luogo, e spesso velenosi, riversati oggi sui socials, dove la stessa parola ha smarrito senso e valore, subendo un processo di imbarbarimento. È uno stile immediato, diretto, di facile assimilazione, che l’autore ha riproposto così come l’ha scoperto su fogli scritti a mano, ingialliti dal tempo, custoditi gelosamente dalla sorella Clara.

Per Alborghetti non è stato agevole scegliere e selezionare, proprio per la grande quantità dei testi, le “parole” che don Aldo ha “narrato”e vissuto in prima persona. Ciò che è pubblicato rappresenta solo una minima parte del materiale archiviato provvidenzialmente anno dopo anno. È un’antologia parziale che contribuisce a disegnare una mappa minima con i percorsi dell’anima e del pensiero di una “vita di Parola”. Copre un arco temporale che va dal 1961 – anno dell’ordinazione sacerdotale di don Aldo – al 2009, l’ultimo anno della sua vita terrena. Nel mentre scorrono le pagine, viene tratteggiata una sensibilità spirituale e una tensione pastorale ed umana che pochi conoscevano in don Aldo.

“Una vita di Parola” – che presenta anche alcune testimonianze personali da parte di chi lavorò al fianco di don Aldo – fa dunque memoria di un prete spesso bersagliato, sovente non compreso, molte volte interpretato in modo distorto, vittima di pregiudizi e luoghi comuni, che lui viveva ed affrontava come un calvario personale. Il libro è, nei confronti di don Aldo, la testimonianza di un atto dovuto di giustizia. E, soprattutto, di gratitudine per le grandi cose fatte da don Aldo. Perché ancora oggi ci si può davvero chiedere: che cosa sarebbe stata la diocesi di Bergamo senza don Aldo Nicoli?

  • Roberto Alborghetti, “Una vita di Parola, don Aldo Nicoli”, pagine 100, Formato 15 x 21 cm, Stampato da Tecnostampa, Sutri (VT), Settembre 2019, “Insieme con don Aldo Onlus”.